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A PROPOSITO DELL'ISTITUZIONE DEI LIBERI CONSORZI COMUNALI E DELLE CITTA' METROPOLITANE: TUTTO E'COMPROMESSO MA NULLAè ANCORA PERDUTO

2014

CONSORZI COMUNALI CITTA' METROPOLITANESettore IUS/08 - Diritto Costituzionale
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L’architettura urbana dei Ccr,

2006

Contributi scientifici e documenti progettuali redatti per il Laboratorio di Progettazione Architettonica di Pasquale Culotta.

Centri comunali di raccolta servizio offerto tipologiaSettore ICAR/14 - Composizione Architettonica E Urbana
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LA STRUMENTAZIONE URBANISTICA COMUNALE TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE. I "NUOVI" PIANI URBANISTICI COMUNALI ARTICOLATI IN DISPOSIZIONI STRUTTURALI E PR…

2012

LA STRUMENTAZIONE URBANISTICA COMUNALEI "NUOVI" PIANI URBANISTICI COMUNALIDISPOSIZIONI STRUTTURALI E PROGRAMMATICHE.Settore ICAR/21 - UrbanisticaTRADIZIONE E INNOVAZIONE
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L'abolizione delle Province in Sicilia: resoconto semiserio di un rivoluzione in progress

2014

Mentre a livello nazionale era in corso il dibattito sul destino delle Province la Regione Sicilia ha inteso anticipare i tempi procedendo all'abolizione delle proprie Province e la loro sostituzione da parte dei Liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane. Tuttavia l'esatto dimensionamento funzionale dei due nuovi enti resta affidato alla futura legislazione così come incerte appaiono le modalità per la riorganizzazione dei servizi del personale e delle risorse. Il dubbio che tutto rimanga come prima e che la rivoluzione si concreti nella pratica nel mantenimento dell'esistente seppur rivisto sul piano della rappresentatività politica appare molto più che fondato.
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Nei luoghi del design. Variazioni a Castelvetrano,

2009

Una condizione insostituibile nella costruzione del progetto è l’elaborazione in fieri che comporta inevitabilmente una successione di fasi come nell’esempio riportato al centro di questo scritto: la sede degli uffici comunali di Castelvetrano. Attuare ragionamenti, procedure, azioni specifiche relative ad una visione sistemica per la comprensione dei “materiali del progetto” che regolano l’esperienza sul fare architettura. Compiti e ruoli finalizzati alla mediazione di rapporti condivisi che non rispettano una cronologia, una sequenza lineare, ma, nell’eccezione derivata, legata alla circolarità, concorrono verso relazioni composite nei luoghi del progetto come disciplina.

Settore ICAR/14 - Composizione Architettonica E Urbanaservizi tipologia uffici comunalivisione sistemica
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“Responsabilità del piano nei confronti della città”

2008

Un volume pubblicato di recente, che contiene un’analisi comparativa delle strumentazioni urbanistiche locali discendenti dalle leggi regionali, offre lo spunto per una riflessione sui contenuti innovativi introdotti da queste nella dimensione del piano comunale. Il volume appare innovativo perché, nel paesaggio della letteratura urbanistica degli ultimi anni, è una voce fuori dal coro: parla del piano regolatore e dei suoi strumenti attuativi, non del pianificare in senso lato, alle diverse scale e in diversi contesti. Nel racconto, che segue il filo della storia, sviluppa intorno alla dichiarata centralità del piano regolatore generale, le molteplici variazioni che a partire dall’”unico p…

Settore ICAR/21 - Urbanisticaurbanistica regioni piani regolatori comunali contenuti innovativi
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I regolamenti comunali: il modello e la prassi.

2012

Lo scritto illustra la potestà regolamentare degli enti locali dopo la riforma del titolo V, non solo sotto il profilo del modello costituzionale ma anche tenendo conto della prassi.

Settore IUS/08 - Diritto Costituzionaleregolamenti comunali prassi
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Ruolo politico e funzione economica di un ufficio: l’interposizione dei decreti a Roma tra Cinque e Seicento

2016

Il saggio esamina l'autorizzazione dei magistrati agli atti di volontaria giurisdizione a Roma in età moderna, in particolare tra 1580 e 1612. In questa fase, l'interposizione dei decreti è investita dal processo di crescita dello Stato e di ridefinizione dei rapporti tra curia romana e municipio.

Settore IUS/19 - Storia Del Diritto Medievale E Modernovolontaria giurisdizione diritti e capacità storia delle donne Roma istituzioni comunali statutiSettore M-STO/02 - Storia Moderna
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Fazioni e popolo in una provincia del dominio pontificio fra XIII e XIV secolo

2021

Between the 13th and 14th centuries, a number of cities in the inchoative papal state experimented a system of self-government that allowed the Guelph and Ghibelline factions, formally represented in those same bodies on an equal footing, to work alongside the more strictly communal magistracies. The case of Todi is rather well known, given the role that Bartolo da Sassoferrato assigns to it in his Tractatus de guelphis et gebellinis (ca. 1350), but current research has already ascertained that this political tradition appeared at least around 1260. Some evidence can suggest, however, that some form of integration of factions into the local institutional framework was possible elsewhere, an…

Tra XIII e XIV secolo alcune città dello stato della chiesa in formazione sperimentano un regime di autogoverno che prevede accanto agli organi più propriamente comunali la presenza delle fazioni guelfa e ghibellina formalmente rappresentate in quegli stessi organi in modo paritario. Il caso di Todi è piuttosto noto data la funzione che Bartolo da Sassoferrato gli assegna nel suo Tractatus de guelphis et gebellinis (1350 circa) ma la storiografia ha già appurato che questa tradizione politica durava dal 1260 circa almeno. Alcuni indizi fanno ritenere che però la possibilità di una qualche forma di integrazione delle fazioni nel quadro istituzionale locale avvenisse anche altrove e non lontano ad Amelia a esempio. Qui nel nuovo statuto di popolo 1343 troviamo la ripartizione su base fazionaria dei ruoli del priorato. A Todi nel 1337 era avvenuto qualcosa di analogo: lo statuto emanato quell’anno fa seguito all’instaurazione di un regime esplicitamente popolare che in continuità con la tradizione locale integra al suo interno guelfi e ghibellini. Gli esempi di queste e forse altre comunità della provincia del Patrimonio di san Pietro in Tuscia possono così aggiungere qualche elemento utile alla discussione sul problema delle fazioni e del loro ruolo nell’ordine politico comunale e post-comunale e in particolare sul rapporto fra popolo come sistema istituzionale e parti.Settore M-STO/01 - Storia Medievale
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